Non voglio sembrare più giovane. Voglio piacermi.
La bellezza non è una tassa da pagare all’età. È una delle cose che ci fanno sentire curate. Il punto è per chi lo facciamo.
Capirsi · Cura · Vedersi
Riferimento di identità
Direzione D · Logo C6 · Palette 4 — La Contraddizione Viva. Ogni elemento qui è reso dagli stessi componenti delle pagine reali, quindi non può divergere da loro.
Logo
Sotto i 120px di larghezza «di me» si contrae in «dm» a mano. Sotto i 48px resta solo l’avatar.
La mano si schiarisce verso il corallo chiaro. Mai bianca pura: il bianco spegne la voce umana.
Palette 4
Sofisticata ma viva. I colori di supporto non compaiono tutti allo stesso modo su ogni schermo.
Avorio caldo
#FBF5EB
Fondazione. Lo spazio per respirare.
Melanzana
#2F1E38
Ancora. Testo primario, autorità.
Corallo
#F04E36
Energia umana. La mano, il display.
Giada
#1F6E62
Freschezza e chiarezza. Le prove.
Orchidea
#A03A8C
Espressione. Accento occasionale.
Cipria
#F2D8C6
Pannelli editoriali più leggeri.
Sabbia
#EFE2CE
Segnaposto fotografici, riempimenti quieti.
Mai tutti e cinque i colori sullo stesso schermo. Ogni fascia prende un fondo, i neutri fanno il resto.
Evento
L’evento raro — quando Dimmi di me rompe la compostezza
(e perché no?)
Arancio × fucsia: evento raro. Numeri speciali, campagne, il «perché no?» trimestrale. Mai la palette quotidiana.
Tipografia
Il sans dice, il serif spiega, la mano sussurra — e la mano non tocca mai un dato di fatto.
Marchio, navigazione, interfaccia, etichette. Inter.
Scienza · Menopausa
Nessuno me l’aveva detto
Sezione
Bellezza
Navigazione, etichette, interfaccia: dove serve chiarezza prima di carattere.
Titoli editoriali e testo lungo. Spectral.
Gli ormoni, spiegati con ordine (finalmente)
Il corpo del testo vive qui. La misura, l’interlinea e la dimensione minima sono un impegno di accessibilità: l’eleganza non batte mai la comodità di lettura.
Reazioni, incisi, ironia, rassicurazione. Caveat. Mai su un dato di fatto.
(finalmente)
(non sei solo tu)
(dipende)
(era ora)
Le parentesi sono l’inciso intimo: il momento in cui la testata smette di parlare a un pubblico e una donna parla a un’altra. Come regola di lavoro: un momento parentetico forte per superficie è spesso già abbastanza.
Serie
Ogni formato ricorrente ha un accento. È l’accento a renderlo riconoscibile, non un layout diverso.
Argomenti complessi, spiegati con ordine e rigore.
Prove alla mano, senza scorciatoie e senza hype.
Le realtà poco raccontate del cambiamento.
Personale, riflessivo, umano. A volte divertente.
Ciò che ci nutre, senza trasformare la vita in un progetto.
Cambiare, reinventarsi, non restare quella di vent’anni fa.
Evidenza
Le prove sono relativamente solide e concordanti.
Le prove vanno in questa direzione, ma non sono definitive.
Le prove sono insufficienti o non chiare.
La promessa commerciale è più forte delle prove disponibili.
L’incertezza deve risultare informativa, non allarmante. Etichette di lavoro: cambieranno.
Schede
Sei composizioni deliberatamente diverse: il ritmo nasce dal cambio di scala, non da quattro schede identiche.
Il cavallo da lavoro: immagine sopra, titolo, sommario.
La bellezza non è una tassa da pagare all’età. È una delle cose che ci fanno sentire curate. Il punto è per chi lo facciamo.
Orizzontale. Per la storia di apertura di una sezione.
Pannello cipria, senza fotografia. Leggerezza senza immagine.
Texture, bordi, durata: cosa cambia davvero e cosa è marketing.
Il colore È l’immagine. Titolo in basso.
Stessa composizione, accento della serie.
Solo testo, separato da filetti. Per elenchi densi.
Fotografia
Nessuna fotografia umana generata: ogni blocco dichiara lo scatto che tiene aperto, così il brief fotografico viaggia dentro il layout. Non tutti gli articoli hanno bisogno di un volto: lo still life e l’osservazione sono parte del sistema, non un riempitivo.